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Grigio.

Nulla c’è dato sapere. Eppure, il sapere è di pubblico dominio, la conoscenza vive intrinseca in noi. Ed è per questo che la ricerca, rende la nostra mente, la nostra emotività e la nostra vita, migliore. Cercare, ma cosa? non ha senso sapere cosa, l’importante è cercare. Ciò che troveremo, lo svilupperemo al meglio, e ciò che lasceremo correre, per quanto a volte sia indispensabile, lo dimenticheremo.
Ma saremo sereni, lieti di vivere, non disprezzeremo atto alcuno poiché la cosiddetta forza, nasce dalla conoscenza.

– S.

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Irene Adler.

« Per Sherlock Holmes ella è sempre la donna. Molto raramente l’ho mai sentito chiamarla con un altro nome. Ai suoi occhi ella eclissa e predomina su tutto il resto del suo sesso. Non che provasse alcun sentimento paragonabile all’amore per Irene Adler. Tutti i sentimenti, e quell’uno in particolare, erano incompatibili con la sua mente fredda, precisa ma ammirevolmente equilibrata. Egli era, lo concedo, la più perfetta macchina pensante ed esaminatrice che il mondo avesse mai visto, ma come innamorato si sarebbe messo in una posizione molto imbarazzante. Non parlava mai delle passioni più tenere senza sarcasmo o senza un sogghigno. Erano cose notevoli per l’osservatore — eccellenti per squarciare il velo dai moventi delle azioni umane. Ma, per il pensatore allenato ammettere intrusioni simili nel suo proprio delicato e mirabilmente regolato temperamento era introdurre un fattore di disturbo che poteva gettare un dubbio su tutti i risultati delle sue fatiche mentali. Un granello di polvere in un ingranaggio molto delicato, o una crepa in una delle sue potenti lenti, non sarebbero potute essere più dannose di una forte emozione in una natura come la sua. E tuttavia per lui non c’era che una donna, e quella donna era la fu Irene Adler, dalla dubbia e discutibile memoria. »

-Dr. John Watson, uno scandalo in Boemia

E fu così ch’immobile restai, fissando quel volto così somigliante al suo.
E lì, morii.
Sognando un futuro ipotetico che a poco a poco, anche dalla mia mente
andava svanendo nell’angolo più profondo del nulla.
Il medesimo da cui iniziò tutto.
Mi innamorai, in segreto.
Nutrii il mio amore per lei con le pulsazioni del mio cuore, ch’al sol pensiero
ch’io potessi amarla, sentivo riecheggiare il senso di completezza in me.
Come la pioggia che torna alla terra.
Ma purtroppo questo resta un desiderio, un sogno meraviglioso e malinconico
covato e cullato dall’anima fragile d’un uomo che all’ora null’altro era ché un bambino.
E tale resterà.
“Lei: inamovibile dal mio cuore e dalla mia mente”.
Questo fu il pensiero ch’ebbi quel meriggio oramai lontano.
Cammino.
La dimora, la riflessione e il tempo m’attendono.

Adieu.

See ya.

Sono un ottimo osservatore e valutatore. Comprendo molto facilmente l’indole, la psiche e le abitudini umane, seppure io non mi definisco tale; almeno in parte.
Quando una persona desidera qualcosa persevera.
Quando una persona non è convinta di ciò che vuole, rallenta.

Non mi piace andar lento, mi procura noia. Molta. Rallentando le mie giornate oramai composte da 21 ore.

Amo la sicurezza. Quel piccolo senso di certezza accompagnato dalla discrezione.
Odio la paura; è la peggiore nemica dell’essere umano, nonché l’unica arma veramente efficace al mondo.
Io non ho paura. Io vacillo a volte, lo ammetto. Sì.
Ma nulla, distoglie il mio volere dai miei obiettivi. Ciò che sono, che voglio essere e che voglio resta lì, sempre.

Mi rendo conto di chi sa dare e vuol dare e di chi si tira indietro per paura.
Non amo la debolezza.

Amore e Psiche

Namarie.

Io stanotte ti volevo davvero, eppure tu non sei qui, il tuo io cammina lontano dal mio essere ed è per questo che quei ventuno grammi non tangibili che vivono in me continuano ad agitarsi, il sol pensiero che tu mi schivi mi rende il piu solo tra gli uomini; ma l’ottimismo e la perseveranza mi sorreggono ed io cammino verso di te, inseguendoti, rapendoti, prendendo il tuo spazio, facendolo mio; ed in quel momento il cielo si schiarirà, si aprirà a noi e la luna danzerà una celeste melodia che cullerà il dolce parlarsi dei nostri corpi in un delicato abbraccio; in un delicato ed eterno abbraccio.

Hallelujah.

Stanotte il mio animo danza una melodia confusa, un misto di classicismo ed irriverenza condito con razionalità e voglia di istinto.
Mi sento bene.
Sto male.
Guardami, ti sto sorridendo; ti sto sorridendo mentre da qui su non faccio che pararti dalla pioggia, quella pioggia così fitta, così…pungente.
Ed è per questo che sono così: confuso? no, affatto. So quello che voglio. So chi voglio. Viziato? forse. I miei vizi? I tuoi sorrisi. Le tue idee e le tue mille sfumature. Egoista? molto. Lo sono sempre stato, d’altronde come non posso esserlo? Poco a questo mondo attrae la mia attenzione, il mio sguardo, il mio interesse. Tu sei il 70% di quel poco; poco agli occhi dei comuni mortali, ma in verità molto, per i miei standard.
Mi copro di menzogna a volte, devo pur sopravvivere, no?!? Ebbene, ho trovato il modo. Eccomi qui, mi vedi tu? caro lettore? sono il tuo Jolly dal manto purpureo e dal trucco preciso ed intrigante!
Danzo attorno alle note della tua canzone, in modo disinvolto e me ne compiaccio! Adoro vederti danzare con me; seppure io non abbia una grande attitudine al ballo.
Ma fantasticare non costa nulla, vero? E’ per questo che siamo così in sintonia.

Cosa amo? bella prova. Amo Sharon, con la sua recidività e il suo sorriso; amo Ginevra che piange ogni 3×2 ma che a 2 anni parla benissimo e mi racconta le sue giornate al parco; amo Daniele così a volte ristretto ma sincero; amo Valerio col suo modo di smadonnare così unico e le infinite risate fatte insieme nel ‘quasidormiveglia’; amo radio con le sue 1000 domande e ns deliri notturni e poi, amo te. Sì, amo te, ma solo ultima per darti più spazio; amo te: vestita di nero, truccata di nero, con quegli occhi perfetti, in grado di rispecchiare appieno ogni mio bisogno; amo te che sei capace di stare immobile di profilo sorridendo come una musa, per me, in un istante fermo nella mia mente.

Adoro il silenzio: contemplarlo, godermelo, ascoltarlo e respirarlo. E’ mio.
La solitudine mi aiuta, molto. Sono in pace con me stesso, sì.
Scrivo in questo blog, perché? Ne ho voglia. L’idea mi ha attratto molto e poi, e poi nulla, rimane a me.

Avrò molto da scrivere stanotte, sì, ma lo terrò per me. Lo condividerò in frangenti sparsi più avanti, nel tempo.
Ne ho voglia.

Tutto un po’ sfasato? a me sembra tutto nell’ordine più appropriato. Vero??

‘nite!

Silenzio.

Tu immobile, come un dipinto antico, prezioso, inestimabile.
Ed io li, dinanzi a te, con il pennello in mano e l’assurda convinzione che ci sia qualcosa di imperfetto
nel tuo essere; mi rassegno.

Poso quello strumento, ed ammiro la tua bellezza candida, oscura, penetrante che attraversa i miei sensi, sfociando nella mia anima e colpendola con violenza te ne impadronisci; mi piace.